Il Blog di Performance Strategies
La difficoltà nel relazionare e "I loci"

Nel pomeriggio del weekend sulla Memoria e l'Apprendimento, attraverso i moltissimi esercizi svolti, si sono creati dei veri e propri "schedari mentali", da poter utilizzare per semplificare ogni tipo di apprendimento e, al contempo, ricordarne il contenuto più a lungo.
Tra questi, la tecnica detta de "i loci", utilissima anche nelle presentazioni, nelle conferenze e nel relazionare in generale: devi ricordare bene tutti gli step operativi di un discorso, di una presentazione o di una vendita?
Che cosa sono "i loci"?
Dal latino la traduzione: "i luoghi". I loci sono dei luoghi mentali da poter utilizzare per sistemare (ordinare) le informazioni necessarie.
Dopo aver imparato a creare le immagini "mnemoniche", capaci cioè di facilitarci nel processo di memorizzazione, possiamo inserirle all'interno dei nostri loci, che dovranno essere luoghi di passaggio obbligatorio e di alto coinvolgimento emotivo.
Ecco i nostri loci:
Una volta fatto questo, sapremo recuperare ogni singolo step del discorso e porteremo a casa il successo!
Memoria ed Apprendimento

Sabato 14 e domenica 15 gennaio, il Master in Leadership affronta il tema: Memoria ed Apprendimento.
Dopo la conoscenza dei nuovi iscritti, ai quali Performance Strategies, che crede nelle relazioni umane, concede qualche minuto per presentarsi, si comincia con un breve gioco in cui il relatore, Gianni Golfera, dimostra a tutti i presenti come le tecniche mnemoniche siano perfettamente funzionanti.
In seguito, la teoria: le 7 regole della Memoria.
- Pensare per Immagini: la mente lavora meglio con le immagini;
- Coinvolgimento Emotivo: creare immagini che siano "nostre";
- Esagerazione: ciò che fuoriesce dal "normale" appare di più e permane più a lungo;
- Movimento: i nostri occhi sono attratti da ciò che è in movimento;
- Associazione Inusuale: mai provato bistecca e marmellata? Non importa, di fatto lo ricordereste;
- Determinare di Ricordare: la mente deve sapere cha abbiamo intenzioni di memorizzare;
- Ordinare: dare una sistemazione rende più semplice il gioco della memoria.
Infine è stato aggiunto anche "usare": differente dal ripetere, l'uso delle informazioni acquisite portato nella quotidianità, agevola il processo mnemonico.
Riassumendo in 3 semplici passi: usa immagini - crea coinvolgimento - metti in ordine.
Gianni Golfera ce lo riassume con l'acronimo EMAICE.
Esagerazione
Movimento
Associazione Inusuale
Coinvolgimento Emotivo
EMAICE lo dimenticheremo!
"PNL per la Leadership"

La seconda giornata del Master inizia con il confronto sul lavoro individuale che ognuno ha svolto nella pausa serale, nell'agio dell'hotel 5 stelle Premier & Suite di Milano Marittima, splendida location scelta per l'evento.
L'obiettivo dell'esercizio è quello di individuare capacità e talenti individuali, all'interno di una griglia di ragionamento che comprende 4 aspetti della Leadership:
-
il sé: le competenze personali;
-
gli altri: competenze di relazione;
-
la vision: quanto chiaro, definito e programmato è il nostro progetto;
-
il sistema: l'ecologia, l'ambiente in cui si viene realizzando il nostro progetto.

Questa griglia, poi, è stata inserita in settori sempre più ampi.
Il personale diventa, così, il “microsistema” al confronto del quale esistono il “macrosistema”, che potrebbe essere quello aziendale e, ancora oltre, il “metasistema” che, sempre in termini aziendali, potrebbe essere assimilato al settore professionale di riferimento.
L'analisi è utile ed immediatamente applicabile nella vita di ogni giorno, in ambito professionale o meno, perché è capace di mettere in evidenza, soprattutto grazie allo strumento della condivisione in un gruppo, “pro e contro” individuali, aziendali (o relativi al team) e, appunto, sistemici, ovvero comprendenti tutte le aziende nel settore e non solo.
Altri spunti utili ed applicabili?
La griglia dei bisogni, ideata da Maslow e trasformata in base alle necessità di oggi, soprattutto in ambito aziendale, è un altro punto fondamentale per l'analisi di individui, team e sistemi.
Tale analisi è alla base di un sano principio quale quello espresso anche da Mortensen nel SI' – Seminario Intensivo di questo ottobre:
"Ogni ostacolo è un seme piantato per la tua crescita" - Kurt Mortensen
Quali sono questi bisogni?
Eccoli:
-
Spirito: “chi altro, cos'altro” - è la Vision;
-
Identità: “chi sono” - la Mission;
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Convinzioni/Valori: “perché” - i Valori individuali e di team;
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Capacità: “cosa” - competenze individuali;
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Comportamento: “come” - veri e propri comportamenti;
-
Ambiente: “quando e dove” - l'ambiente di lavoro.
Il vero Leader dedica tempo ad inquadrare la Vision, lavora sulla definizione chiara della propria Mission e si dedica nel lavoro di armonizzazione dei valori individuali ed aziendali nei confronti della Vision.
Fatto questo, le capacità ed il comportamento (e l'ambiente stesso di conseguenza), dei singoli e del team prenderanno le configurazioni che sono naturalmente inscritte nel codice genetico della Vision.
Per cui, buon lavoro!
"PNL per la Leadership"

“PNL per la Leadership” con Claudio Belotti
Che cosa è la Leadership?
Oggi rispondere a questa domanda sembra semplice, troppo semplice.
Claudio Belotti scuote le convinzioni, stuzzicando idee nuove, anche se ripescate da profondità identitarie e, al contempo, sociali.
Lo studio sulla Leadership, infatti, nasce dall'etimologia dei due termini che compongono la parola: “Leader” e “Ship”.
Il percorso scorre piacevolmente e rapidamente, ma il viaggio è lungo, fino al sassone, radice dell'inglese antico.
“Shop” e “Shap” sembrano essere radici di quello che era, un tempo, il magazzino degli attrezzi.Un luogo importante, non solo perché l'attrezzo era un vero e proprio capitale, ma perché tale valore insito derivava dal fatto che l'attrezzo permette di trasformare le cose, la vita.
“Lead”, invece, non è solo il “Conduttore”, bensì è “Colui che va per primo”.
Dopo l'ultimo saluto di Steve Jobs, personaggio citatissimo da Claudio Belotti, preso come esempio in positivo di etica e leadership, la capacità di “essere folli” e, quindi, di “andare per primi” su percorsi non calpestati sembra distinguere in maniera importante il talento di base del leader del futuro.
Eppure no, ancora non ci siamo.
Detto con le parole di Belotti:
“Il leader è colui che dà valore, innalzando”.
Perché, chiudendo questo primo post sulla mattinata del primo giorno, qui a Milano Marittima, per l'appuntamento del Master in Leadership su PNL per la Leadership, il leader non è solo colui che possiede le “3 convinzioni”:
-
convinzione di possibilità (“E' possibile”);
-
convinzione di autoefficacia (“Io posso”);
-
convinzione merito/metodo/volere (“Me lo merito”, “Il metodo è giusto”, “Lo voglio”);
ma, soprattutto, il leader è colui che ha la capacità di aiutare altri ad essere leader.
Nei termini “aziendali”, quindi, il leader è colui che innalza il livello di tutto il suo settore, perché capace di:
-
notare cose che altri non notano (fa notare cose che altri non hanno notato);
-
dopo averle notate, le sa interpretare (ne ha la capacità ed il coraggio innovativo, mentre gli altri si allineano a ciò che già è).
“Stay hungry, stay foolish” - Steve Jobs
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